Qui potete trovare miei racconti brevi di fantascienza che ho scritto alcuni anni fa. La qualità è varia e forse troppo altalenante: si trattava dei primi testi compiuti di una certa lunghezza che avessi mai scritto al di fuori dei temi in classe. Sono più consapevole che nessuno di questi racconti vincerebbe un premio letterario, ma credo che alcuni di loro rimangano comunque delle letture piacevoli. Potete scaricare tutti quanti i testi in formato PDF, per una migliore leggibilità. Se volete leggere altri racconti a tema, fate un salto sul sito del Premio Oltrecosmo o sul newsgroup it-alt.arti.scrivere.fantascienza.
Si tratta del mio primo racconto in assoluto: una volta scritto e riletto mi era sembrato un mezzo capolavoro ma ora, sebbene relativamente ben scritta per un'opera prima, non mi sembra nient'altro che un racconto semi-splatter che sorpassa di poco il limite della decenza :-).
Ricevuti consigli e incoraggiamenti per il primo racconto, ho provato a metterli subito a frutto con Kay, la mia seconda fatica. Più breve e curato del precedente, credo sia tutto sommato un racconto discreto, sebbene cliché. Il titolo, come per un altro mio racconto, è quello di una canzone di Ligabue (niente paura, ora ascolto altra roba :-)).
Probabilmente collocabile a metà tra i due racconti precedenti, almeno dal mio punto di vista. Voleva essere un omaggio a Il cuore rivelatore E.A. Poe, ma non è venuto fuori bene come speravo, anzi, ho avuto l'impressione che nessuno di quelli a cui l'ho fatto leggere abbia capito la citazione :-). Il titolo proviene dall'omonima canzone dei Negrita.
Un racconto piuttosto lungo e ispirato contemporaneamente dal viaggio a Roma di una mia amica e dall'omonomo video di Moby su MTV® riguardante un ipotetico first encounter tra una buffa razza aliena e il mondo degli umani. Il finale non è dei più soddisfacenti...
Un altro racconto ispirato al titolo di una canzone di Ligabue. Il feedback è stato positivo, e trovo questo racconto ancora divertente, nonostante sia passato del tempo da quando l'avevo concepito.
Questo racconto, come il seguente, è particolarmente breve e "incisivo". L'aspetto che preferisco è l'essere riuscito a costruire una storia piuttosto evocativa e compiuta in così poche righe; d'altra parte, il finale non mi convince troppo.
Quattro stelle e ½ sono probabilmente troppe, ma questo racconto è certamente il mio preferito tra quelli che ho scritto: oltre ad essere breve e incisivo come il precedente, lo trovo anche divertente. Si tratta del racconto che ho scritto immediatamente prima di decidere di organizzare il Premio Oltrecosmo, mentre ero preso dalla varicella, e dunque segna anche, in un certo senso, il mio passaggio da aspirante scrittore a organizzatore.